VITALISMO NATUROPATICO

 

Relatore

Valerio Sanfo

 

Sociologo sanitario, erborista. Responsabile didattico dell'Università Popolare A.E.ME.TRA., di cui è Presidente e fondatore.

 

 

 

 

 

 

Paracelso - naturopatia fm

Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelso (1493-1541)

Ascolta anche:

 

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IL VITALISMO IN NATUROPATIA

 

Il vitalismo in Naturopatia professa un aspetto ben specifico della complessità, ovvero l’idea della presenza di una energia primaria.

I primi concetti del futuro vitalismo sono rintracciabili nelle opere di Platone e di Aristotele; in particolare in quest’ultimo con l’entelechia quale anima o forma che pur essendo interna al corpo, non era il corpo e neppure qualcosa che possa essere separata dal corpo (monismo aristotelico).

La naturopatia sposa il pensiero filosofico del vitalismo, secondo il quale tutti i processi vitali sono alimentati e governati da una forza chiamata Forza vitale. Altre volte assume il valore di energia vitale o di sostanza spirituale, di certo è facile rintracciare l’antica credenza che tutto ciò che esiste sia permeato da una energia primaria che “anima” ogni cosa.

In Naturopatia si rintraccia la presenza di un principio vitale contemplato dal vitalismo.

In Bergson (1859 – 1941) rintracciamo a pieno titolo il fondamento che l’intera creazione sia fondata sull’energia. Questo impulso continuo che il Creatore genera viene chiamato “Slancio Vitale” ed è la forza e la potenza che Dio esercita sulla creazione; anche la materia è il risultato di tale energia cristallizzata.

Ogni cosa è pervasa dallo slancio vitale che porta a crescere, migliorare ed evolversi. Questo slancio è pura energia, subordinata a niente e quindi completamente libera e spontanea.

Per Salmanoff, personaggio di spicco della Naturopatia, tutte le malattie erano dovute, direttamente o indirettamente da problemi a carico dei capillari venosi, che secondo il suo pensiero, essendo contrattili e pulsanti venivano considerati dei “micro-cuori”. Depurare il sangue intervenendo sui capillari era il compito, di quello che egli definì “medico lavandaia” o “medico idraulico”. Egli si oppose alle vaccinazioni e agli antibiotici. Pur essendo un medico si oppose alla pratica medica diffusa che appellava quale “cieca, sportiva, solo alla ricerca di record spettacolari”.

 

 

 

Tratto da

"Naturopatia e competenze del naturopata", 2003, Valerio Sanfo, Ed. Ananke

 

 


 

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