PEDAGOGIA DELLA NATURA - Un modello educativo
 

 

Valerio Sanfo

Sociologo sanitario, erborista. Responsabile didattico dell'Università Popolare A.E.ME.TRA., di cui è Presidente e fondatore.

 

 

 

 

 

 

Pedagogia della natura | NATUROPATIA.FM

 

Relazione tenuta dal Dott. Valerio Sanfo al 3° Convegno di Medicine Tradizionali dell'A.E.ME.TRA. , svolto dal 18 al 24 Ottobre 1997, presso la scuola materna “Vittorio Veneto” di Torino

 

 


 

 

Nota alla "Pedagogia della Natura" di Valerio Santo

 

Il contributo che Valerio Sanfo vuole dare per un cambiamento positivo della scuola è molto importante per almeno tre motivi.

Il primo, e fondamentale, è l'invito a riportare la scuola fuori dalla scuola. Non si tratta di un gioco di parole, ma del bisogno di non perdere di vista la vita e la sua complessità che non può esaurirsi in nessun programma ne in alcun metodo scolastico; di non confondere il mondo con le sue rappresentazioni, sempre più o meno inadeguate, che si fanno con parole ed immagini; di non ridurre bambini ad alunni.

In una realtà sociale, in cui si esalta sempre più la competizione, l'efficienza, il successo a discapito della solidarietà e del rispetto, è necessario un richiamo forte alla dignità della persona non ridotta ad una dimensione economica e ad una funzione.

 

Questo richiamo si consolida con il secondo motivo di interesse per la proposta di Sanfo. Si tratta dell 'affermazione della coerenza "organica " fra tutte le componenti della realtà, coerenza che sul piano cognitivo impone quell'interdisciplinarietà, che la scuola cerca di rado e con molte incertezze, e che sul piano morale rifiuta come male fondamentale la conflittualità scatenata da problemi di potere.

 

C 'è, in questa visione di coerenza un ottimismo tutto roussoiano che fa dire che "la natura è sorella, amica, compagna e maestra oltre che nutrice del nostro esistere", e quasi pone l'uomo al di fuori della natura stessa e in una posizione antitetica.

 

Ma, al di là di ragionevoli dubbi in merito, è il caso di rilevare che ciò non fa che esaltare l'originalità e la responsabilità dell'essere umano nel mondo e la sua partecipazione a decidere della vita e della morte del mondo plesso, cominciando dalla sua stessa sopravvivenza.

In questa prospettiva ottimistica ad ogni essere vivente viene restituito il valore esistenziale, oscurato o negato da visioni economiche miopi che hanno indotto molti stereotipi, che portano a vedere molli esseri viventi (erbe e animali) come inutili, brutti e cattivi e perciò da distruggere.

 

Il terzo motivo dì attenzione, alle proposte di Sanfo, viene dallo sforzo, diligentemente documentato, di rivalutare tutta la realtà fìsica e di trasformarla in oggetto di interesse, togliendo alla scuola meno intelligente l'alibi della cronica insufficienza del materiale didattico o dei testi adeguati.

 

Tutto il mondo, in ogni manifestazione, può essere materiale didattico. Tutti gli esseri, anche quelli per cultura o abitudine ritenuti insignificanti, possono esserci utili se il nostro rapporto con loro non si riduce ad esigenze di economia di mercato o di modelli culturali definiti una volta per sempre e considerati come gli unici possibili. Senza esasperazioni polemiche contro gli indirizzi oggi prevalenti Sanfo ci suggerisce una più attenta considerazione per una realtà "umile", perché è in questa che si rigenera l'interesse per il mondo, si scopre una potenziale grande ricchezza a disposizione i tutti e si riconosce la dignità di ogni singolo individuo.

 

Walter Ferrarotti

già Dirigente scolastico Città di Torino

 

 


 

 

Introduzione alla Pedagogia della Natura", di Valerio Santo

 

 

La proposta di una pedagogia della natura si presenta come modello complesso e aperto; complesso perché propone l'accesso a tutte le scienze, aperto perché non isola il sapere ma lo relaziona continuamente con tutto il resto.

Un modello che persegue anche lo scopo di porre in stretto rapporto la scuola e l'ambiente in cui è inserita.

 

Affinché possa essere applicato, tale modello necessita della presenza di mini ambienti naturali; ecco perché è auspicabile almeno la presenza di un orto botanico spontaneo. Solo se i referenti culturali hanno la possibilità di fruire con continuità, immediatezza, degli elementi naturali, si potrà realizzare una pedagogia della natura.

 

Inoltre il continuum tra aule didattiche e spazio esterno permette di sviluppare per tutto l'anno scolastico i programmi didattici e, ciò che più conta, di sperimentare un nuovo modo di insegnare; più libero, flessibile, meno coercitivo e più vicino alla natura umana.

 

Non basta la trasmissione di conoscenze ecologiche per far prendere coscienza della realtà della natura; bisogna immergersi e vivere l'ambiente e assegnargli una valenza prioritaria anche dal punto di vista didattico: nell'ambiente per apprendere dall'ambiente, quale risorsa multi-disciplinare..

 

Il bambino è prima di tutto un individuo e in quanto tale unico e irripetibile, ecco perché non può esistere la didattica perfetta. La soggettività del bambino necessita di una elasticità nella trasmissione del sapere.

 

 

Tratto da "Pedagogia della Natura"

Valerio Sanfo

Sociologo, Pedagogista, Direttore Università popolare A.E.ME.TRA.

 

 

 

 

 

 

 

Progetto Scuola in verde - Valerio Sanfo

Prospetto delle strutture previste per la "Scuola in verde"

© Valerio Sanfo

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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