INTELLIGENZA VEGETALE - 1° Parte

 

Relatore

Valerio Sanfo

 

Sociologo sanitario, erborista. Responsabile didattico dell'Università Popolare A.E.ME.TRA., di cui è Presidente e fondatore.

 

 

 

 

 

 

Geranioparlanete tramite il biospeaker

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Intelligenza vegetale

 

Si dice che la differenza tra piante e animali stia nel fatto che le piante sono autotrofe, ovvero sono in grado di vivere utilizzando gli elementi primari della natura, mentre gli animali devono nutrirsi di sostanze elaborate (eterotrofi); ma questa divisione è puramente ideale, infatti i funghi ed alcuni protozoi ne rappresentano l'eccezione.

Questo sta ad indicare che la differenza non è poi così marcata e sostanziale e che negare alle piante certe caratteristiche vitali e di giudizio, comparazione e scelta, forse è affrettato.

Nella Naturopatia si dice infatti che ogni elemento della natura comunica con il tutto.

L'accettazione di una comunicazione tra cellule e tessuti in una pianta superiore è facilmente accettabile e in parte dimostrabile.

Ciò che diviene arduo è il dimostrare che le piante comunicano tra di loro e con altri esseri viventi.

Parlare di socializzazione e di necessità di comunicare sembrerebbe decisamente azzardato, se i soggetti in questione sono dei vegetali.

L'uomo è abituato ad immaginare le piante come degli esseri pseudo-viventi e relegati in un mondo vitale privo di coscienza (attenzione a non confondere la coscienza con l'autocoscienza).

La nostra scuola di naturopatia si sofferma naturalmente sul concetto di coscienza.

Quando si usa il termine "le piante parlano" è solo, ovviamente, un modo semplicistico per affermare che esse comunicano.

Nel mondo della natura la comunicazione è solo in ultima analisi di tipo verbale. Comunicare vuol dire semplicemente, l'avvenuto scambio di informazioni con la comprensione del significato del messaggio.

La pianta, alla pari dell'animale, è un essere vivente biologico e possiede una memoria in grado di produrre una nuova informazione (il mutamento).

In Naturopatia si considerano mezzi comunicativi i segni quali: colori, posture, mimetismo, forme, odori, suoni.... Nell'uomo la comunicazione assume il massimo del suo valore, potendo raggiungere il linguaggio verbale che gli permette di esprimere la novità pensata.

Per la pianta è di vitale importanza poter comunicare con gli altri esseri viventi, in primo luogo con altre piante e con gli animali impollinatori.

 

 

Tratto da

"Le piante parlano e comunicano", 1992, Valerio Sanfo, Ed. ADEVA

 

 


 

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