Estratto del corso di
Medicine tradizionali ed Etnomedicina, tenuto da Valerio
Sanfo nel 2011, presso la sede dell'Università Popolare
A.E.ME.TRA.
IL
CORPO ETERICO
E’ il secondo corpo dopo quello fisico, e spesso viene chiamato
corpo astrale, anche se come vedremo, quest’ultimo è un corpo a sé
stante e la confusione è dovuta alla prima letteratura teosofica,
che chiamava l’eterico con il nome di astrale; questo corpo, in
Egitto, veniva chiamato Ka.
A
seconda del luogo e dei contesti culturali assume altri nomi:
“Il vero esatto termine Indù per il doppio eterico è
Prânamayakosha, ossia veicolo di Prana; in tedesco è conosciuto col
nome di Doppelgänger; dopo la morte quando è separato dal corpo
denso, è conosciuto come “L’apparizione”, ed è chiamato anche il
“fantasma” o “apparizione” o “spettro dei cimiteri”. In Râja Joga il
doppio eterico ed il corpo denso insieme sono conosciuti come “Stûlopâdhi”,
e cioè il più basso Upadhi di Atma”. (Powell, 1935, p. 12).
Il suo nome “doppio eterico” si riferisce alla perfetta
rappresentazione in copia del corpo fisico o denso. Per ogni cellula
del corpo denso è presente una controparte eterica, e così dicasi
per i tessuti, per gli organi, per gli apparati del corpo fisico.
Esiste ad esempio una mano destra eterica che è il doppione di
quella fisica, e quindi per tutto il corpo si presen-ta un suo
doppio che ne è la copia fedele. “Il corpo denso, o grossolano, è
costituito entro la matrice di questo corpo vitale durante la vita
prenatale e, a parte un’eccezione, ne è una copia esatta, molecola
per molecola. Come le linee di forza, nell’acqua che gela,
costituiscono le vie per la formazione dei cristalli di ghiaccio, le
linee di forza nel corpo vitale determinano la forza del corpo
grossolano.
"Per tutta la vita, il corpo vitale costruisce e restaura il
corpo denso. Se non ci fosse il cuore eterico, il cuore grossolano
si spezzerebbe presto sotto la continua tensione cui lo costringiamo.
Tutti gli abusi cui sottoponiamo il corpo grossolano vengono
contrastati dal corpo vitale, per quanto è in suo potere, poiché
questo combatte sempre contro la morte del corpo denso”. (Mislove,
1977, p. 285).
Ciò che bisogna evidenziare è che il corpo fisico è il risultato
dell’azione dell’eterico e non viceversa; si potrebbe dire che tra
il fisico e l’eterico è il secondo che vale di più, essendo la causa
del primo. Il corpo doppio eterico vive indissolubilmente con il
corpo fisico e si stacca da questo solo dopo la sua morte (disfacimento
cellulare): da quel punto incomincia ad effondersi nell’etericità
del pianeta Terra, che per l’appunto viene chiamato “piano eterico”.
Tratto da:
"I corpi sottili dell'uomo", 2003,
Valerio
Sanfo, Ed. A.E.ME.TRA.