Per
Platone
l'uomo e il mondo sono immagini sfocate, però se si tiene conto che
l'immagine riflette l'idea superiore, vuol dire che si può trovare
in essa un cammino di risalita.
L'idea
gnostica,
è, invece, opposta: il mondo e l'uomo sono immagini della realtà che
stravolgono in quanto inganno; mentre Platone dice che tali modelli
si possono utilizzare, gli gnostici ne diffidano, perché alterano il
modello originale; quindi nascondono e non permettono di conoscere.
Platone parla di orma o impronta, quale riflesso dell'Idea Prima,
così il
demiurgo
plasma, attraverso un indizio, tramite il quale darà forma al creato.
Per
Plotino,
contemporaneo degli gnostici, tutte le orme sono riferite all'ente
superiore; l'orma garantisce la fiducia, essa dà una testimonianza
affidabile di ciò che la ha impressa e, si può ricostruire l'iter a
partire dalla traccia (la realtà sensibile è un'orma
dell'intellegibile)
Gli
gnostici
affermano, invece, che le realtà superiori non hanno lasciato segni,
orme o tracce, quindi non si possono usare in alcun modo. Solo in un
caso viene assegnato un valore positivo all'orma: l'Io
vero
che è una figura, una immagine anteriore all'uomo e preesiste
all'uomo e al mondo; l'uomo gnostico ha accesso all'Io
Archetipo
o
Modello,
attraverso le fasi della conoscenza interiore (autoconoscenza).
Nasce, però, il problema di scoprire chi è il responsabile delle
cause: l'uomo precipitato nel male. L'uomo precipitato nel male
porta.con sé una scintilla divina, suscitando la nostalgia del vero
luogo di provenienza.
Purtroppo, questa
scintilla è immersa nella materia, la quale rende il suo potere
limitato; non resta altro, quindi, che liberarsi del corpo fisico.
Per effettuare questo piano non resta che il suicidio, ma (forse per
comodità), si sceglie di
sospendere la procreazione.
Quindi tutto ciò che è legato al sesso (matrimonio, famiglia) non
deve essere perseguito, attuando così, l'astinenza sessuale rigorosa,
in tal modo si può realizzare la fine del mondo. Un altro tema
importante da affrontare era quello del tempo; per i cristiani il
tempo ha un aspetto positivo, perchè ha permesso la venuta di Gesù e
permetteva l'avvento della chiesa ("tempo della Chiesa"). Per lo
gnostico
il tempo è un fluire perpetuo, incostante, fluido, non bloccabile e
per questi motivi, impedisce la conoscenza: il tempo è fonte di
inganno, illusione, menzogna, è lo sfondo di una situazione
irrimediabile. Il tempo coincide con il disastro cosmico, opera di
un creatore ignorante e negativo: un creatore demiurgo che crea il
mondo del male; quindi il tempo è incomprensibile. L'uomo deve
liberarsi della prigione del tempo; esso è dominato da potenze
malefiche che compromettono la libertà.
Così, lo spirito
umano è oscurato (sonno, oblio, stordimento, ubriachezza). L'uomo è
inserito nel mondo a causa di fatti accidentali. Per lo gnostico, il
creatore
e il
salvatore
non coincidono, e non c'è nessuno che possa salvare l'uomo, se non
se stesso. Al contrario, per i cristiani il creatore e il salvatore
sono strettamente legati; mentre per la filosofia greca il problema
del creatore non veniva posto. Per lo gnostico ci sono due principi
che si contrappongono: uno è quello del creatore negativo, l'altro è
il
principio salvifico
che l'uomo gnostico contiene al suo interno. Il
male
è connaturato con il mondo, l'autore del mondo è l'autore del male;
e questo è il demiurgo o Dio negativo, al quale si oppone un Dio
vero e supremo che, però, è estraneo alla creazione.
Lo gnostico non si
cura di spiegare il bene, mentre gli interessa dimostrare la
presenza del male, e giunge alla conclusione che il male è dovuto ad
una
catastrofe cosmica,
ad un grosso plagio. L'uomo entra in una realtà che è già male (precostruita),
dal momento che il male è stato creato prima dell'uomo. La salvezza
è determinata dalla conoscenza e questa è dettata dalla stessa
conoscenza della vera origine dell'uomo e dal suo decadimento nel
mondo materiale; quindi lo gnostico è colui che conosce la realtà
del male. Questa
conoscenza
è, però, accessibile solo ad alcuni, e non basta volerla raggiungere;
mentre il filosofo parlava di una conoscenza accessibile a tutti gli
uomini. Una sola classe di persone può salvarsi e sono gli uomini
spirituali
o
pneumatici,
che sono diversi dagli altri uomini. L'uomo spirituale ha ricevuto,
a priori, la gnosi salvifica. Esistono poi altre due categorie di
uomini: gli
Ilici
(materiali)
e gli
Psichici
(animici);
questi hanno l'anima ma non lo spirito. Ricordiamo che, invece, per
il cristianesimo tutti gli uomini sono uguali e il credente può
essere ignorante.
Per i
primi cristiani
lo gnosticismo rappresentava un grave problema, e si cercò di
confutarlo in tutti i modi, anche la filosofia di Plotino si occupò
del problema, tanto che in alcuni suoi scritti vengono riportate
parti riferite ai testi gnostici, che poi con il ritrovamento del
1945
a
Nag-Hammadi,
in Egitto hanno confermato la giusta corrispondenza.
tratto dal libro
"LA GENESI tra Gnosticismo e Platonismo"
Dall’atto creativo alla realtà umana
di Valerio Sanfo
ed. A.E.ME.TRA. 2003