IL PENSIERO DEGLI GNOSTICI

 

Di

Valerio Sanfo

 

Sociologo sanitario, erborista. Responsabile didattico dell'Università Popolare A.E.ME.TRA., di cui è Presidente e fondatore.

 

 

 

 

 

 

Il filosofo Plotino

(203-270 a.C.)

 

Estratto della conferenza tenuta da Valerio Sanfo

presso la sede dell' A.E.ME.TRA.

 

 

Ascolta anche:

 

- I primi cristiani

 

 


 

GNOSTICISMO E GNOSI

 

Per Platone l'uomo e il mondo sono immagini sfocate, però se si tiene conto che l'immagine riflette l'idea superiore, vuol dire che si può trovare in essa un cammino di risalita.

L'idea gnostica, è, invece, opposta: il mondo e l'uomo sono immagini della realtà che stravolgono in quanto inganno; mentre Platone dice che tali modelli si possono utilizzare, gli gnostici ne diffidano, perché alterano il modello originale; quindi nascondono e non permettono di conoscere. Platone parla di orma o impronta, quale riflesso dell'Idea Prima, così il demiurgo plasma, attraverso un indizio, tramite il quale darà forma al creato.

Per Plotino, contemporaneo degli gnostici, tutte le orme sono riferite all'ente superiore; l'orma garantisce la fiducia, essa dà una testimonianza affidabile di ciò che la ha impressa e, si può ricostruire l'iter a partire dalla traccia (la realtà sensibile è un'orma dell'intellegibile)

Gli gnostici affermano, invece, che le realtà superiori non hanno lasciato segni, orme o tracce, quindi non si possono usare in alcun modo. Solo in un caso viene assegnato un valore positivo all'orma: l'Io vero che è una figura, una immagine anteriore all'uomo e preesiste all'uomo e al mondo; l'uomo gnostico ha accesso all'Io Archetipo o Modello, attraverso le fasi della conoscenza interiore (autoconoscenza). Nasce, però, il problema di scoprire chi è il responsabile delle cause: l'uomo precipitato nel male. L'uomo precipitato nel male porta.con sé una scintilla divina, suscitando la nostalgia del vero luogo di provenienza.

Purtroppo, questa scintilla è immersa nella materia, la quale rende il suo potere limitato; non resta altro, quindi, che liberarsi del corpo fisico. Per effettuare questo piano non resta che il suicidio, ma (forse per comodità), si sceglie di sospendere la procreazione. Quindi tutto ciò che è legato al sesso (matrimonio, famiglia) non deve essere perseguito, attuando così, l'astinenza sessuale rigorosa, in tal modo si può realizzare la fine del mondo. Un altro tema importante da affrontare era quello del tempo; per i cristiani il tempo ha un aspetto positivo, perchè ha permesso la venuta di Gesù e permetteva l'avvento della chiesa ("tempo della Chiesa"). Per lo gnostico il tempo è un fluire perpetuo, incostante, fluido, non bloccabile e per questi motivi, impedisce la conoscenza: il tempo è fonte di inganno, illusione, menzogna, è lo sfondo di una situazione irrimediabile. Il tempo coincide con il disastro cosmico, opera di un creatore ignorante e negativo: un creatore demiurgo che crea il mondo del male; quindi il tempo è incomprensibile. L'uomo deve liberarsi della prigione del tempo; esso è dominato da potenze malefiche che compromettono la libertà.

Così, lo spirito umano è oscurato (sonno, oblio, stordimento, ubriachezza). L'uomo è inserito nel mondo a causa di fatti accidentali. Per lo gnostico, il creatore e il salvatore non coincidono, e non c'è nessuno che possa salvare l'uomo, se non se stesso. Al contrario, per i cristiani il creatore e il salvatore sono strettamente legati; mentre per la filosofia greca il problema del creatore non veniva posto. Per lo gnostico ci sono due principi che si contrappongono: uno è quello del creatore negativo, l'altro è il principio salvifico che l'uomo gnostico contiene al suo interno. Il male è connaturato con il mondo, l'autore del mondo è l'autore del male; e questo è il demiurgo o Dio negativo, al quale si oppone un Dio vero e supremo che, però, è estraneo alla creazione.

Lo gnostico non si cura di spiegare il bene, mentre gli interessa dimostrare la presenza del male, e giunge alla conclusione che il male è dovuto ad una catastrofe cosmica, ad un grosso plagio. L'uomo entra in una realtà che è già male (precostruita), dal momento che il male è stato creato prima dell'uomo. La salvezza è determinata dalla conoscenza e questa è dettata dalla stessa conoscenza della vera origine dell'uomo e dal suo decadimento nel mondo materiale; quindi lo gnostico è colui che conosce la realtà del male. Questa conoscenza è, però, accessibile solo ad alcuni, e non basta volerla raggiungere; mentre il filosofo parlava di una conoscenza accessibile a tutti gli uomini. Una sola classe di persone può salvarsi e sono gli uomini spirituali o pneumatici, che sono diversi dagli altri uomini. L'uomo spirituale ha ricevuto, a priori, la gnosi salvifica. Esistono poi altre due categorie di uomini: gli Ilici (materiali) e gli Psichici (animici); questi hanno l'anima ma non lo spirito. Ricordiamo che, invece, per il cristianesimo tutti gli uomini sono uguali e il credente può essere ignorante.

Per i primi cristiani lo gnosticismo rappresentava un grave problema, e si cercò di confutarlo in tutti i modi, anche la filosofia di Plotino si occupò del problema, tanto che in alcuni suoi scritti vengono riportate parti riferite ai testi gnostici, che poi con il ritrovamento del 1945 a Nag-Hammadi, in Egitto hanno confermato la giusta corrispondenza.

 

 

tratto dal libro

 

La genesi - Valerio Sanfo  
"LA GENESI tra Gnosticismo e Platonismo"
Dall’atto creativo alla realtà umana

 

di Valerio Sanfo

ed. A.E.ME.TRA. 2003

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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