GLI
ARCHETIPI UNIVERSALI nell’arte, nella tradizione e
nelle fiabe
Alfredo
Pasolino
Critico
letterario, critico musicale, critico d’arte, membro
del Comitato Scientifico di A.E.ME.TRA.
Relazione tenuta dal
Dott. Alfredo Pasolino al 3° Convegno di Medicine Tradizionali
dell'A.E.ME.TRA., svolto dal 18 al 24 Ottobre 1997,
presso la scuola materna “Vittorio Veneto” di Torino, in
concomitanza con l'inaugurazione della "Scuola in verde",
GLI ARCHETIPI
UNIVERSALI
nell’arte, nella
tradizione e nelle fiabe
Questo tema esplora una dimensione mancante nella comune dimensione
umana della vita: quella degli archetipi universali. O meglio dei
simboli universali e del loro potere d’influenza sulla mente
cosciente e della loro forza vibratoria.
Per ben comprendere il
significato, si dovrà risalire alle origini delle Razze umane, agli
insegnamenti che sono alle radici della loro cultura, che
potrebbero essere nascosti nei loro miti e nelle loro leggende.
Non vi è, perciò, migliore preparazione di una conoscenza estesa e
generale della scienza moderna. Prima, risalendo, però, ad un’antica
conoscenza che elude gli studi moderni, di un’antica relazione
personale con quella del divino: tutt’intorno all’uomo e dentro di
lui. Lo spirito di questa conoscenza venne tuttavia affidato ai
simboli: dai Totem ai fuochi alle tradizioni, alla grande Energia,
cioè all’aspetto vibratorio degli Elementi nelle Cerimonie di fuoco.
La scienza si occupa di fatti, li classifica e scopre delle leggi:
la moderna psicologia tratta dei moderni fatti, poichè l’uomo si
avvede che il mondo in cui vive è sotto l’impero della legge, al di
là del suo fato o destino, queste forze, mentre agiscono, non gli
impongono il modo in cui egli reagirà verso di esse, per quanto egli
è profondamente onerato, tanto dalle sue tendenze passate che
dall’influenza del suo ambiente.
L’individuo proviene da un passato,
ha legami di affinità con altri individui, con una comunità, con un
popolo, con le energie del luogo, attraverso le infinite sequenze
dei ricambi generazionali, fino alla sua aspirata convergenza alla
perfezione, attraverso la conoscenza di sè e della visione
apparente della vita e delle sue inevitabili trasformazioni. Ma
l’uomo è fatto ad immagine di un archetipo; grande energia, che è
alla base di ogni vita e di ogni forma, cuore e anima di esse, è
come una grande coscienza. Il processo evolutivo è costituito dalla
manifestazione di questa grande Coscienza, nella quale viviamo, ci
muoviamo e siamo.
A tale coscienza reggitrice, gli Indù danno il
nome di Logos. Per Lui è sempre il presente: un’infinita sequenza,
eterna, di momenti. Per questa Energia Universale, il Logos, il
Passato è come il Presente, e gli eventi svolti in ciascun istante
del tempo trascorso, accadono sempre in Lui, sono sempre parte del
suo Io attuale. L’individuo tende faticosamente al suo progetto:
la Perfezione. Dunque, l’uomo perfetto, fatto ad immagine di un
archetipo, che la grande energia ha fatto per lui, è il modello
divenire di sè, in modo che egli possa crescere continuamente verso
questo Archetipo Universale. Nell’essenzialità il problema si riassume
in avvenimenti che hanno luogo in due modelli energetici: il
visibile e l’invisibile.
Nel visibile lato della forma, abbiamo il
corpo, formato da vari fattori o geni, sebbene tali fattori, sono
per alcuni di aiuto, e per altri di ostacolo... Per comprendere
l’enigma del destino individuale e collettivo, comportamentale,
bisogna rivolgersi al lato della vita. Tre elementi vengono in
giuoco. Il primo di questi è il fatto che l’uomo è un Ego, rivestito
di un io strumentale: la Mente, un coacervo di pensieri, cioè di
memorie, di suoi movimenti che ci orientano ad afferrare
dall’esterno, sotto impulsi, istinti, desideri, in modo centripeto,
ovvero, per gli altri, si apre al movimento centrifugo, che è quello
del donarsi, del servizio, del sacrificio di sè, dissolvendo quel
vortice centripeto del bisogno, per consolidare il suo centro di
individualità, per essere diffusore di energia, di grande
rivelazione della percezione interiore, palpito e scintilla
dell’atomo permanente. Insomma, per conseguire un ideale. Il quale
ideale è il suo Archetipo. Un simbolo memorizzato fin dalla nascita.
Molti esegeti già danno per scontato che la definizione sta per ciò
che è all’inizio e funge da modello. Alla base di ciò si può
penetrare il muro della concezione occidentale che guarda ancora
attraverso il modello scientifico materialista. Già gli sciamani di
tutte le razze si sono adornati di piume fin dai tempi più antichi e
per loro le piume hanno un significato estremamente importante.
Essi
sanno che una piuma emette impulsi di energia ad alta frequenza:
quindi la piuma simboleggia un messaggio archetipale. Le piume erano
il simbolo dl grande Archetipo universale, che significava non solo
che qualcuno o qualcosa aveva qualcosa di importante da riferire, ma
che egli aveva il potere di trasmetterlo.
Una siffatta comprensione
ci porta ad estendere il concetto di archetipo: un simbolo
universale di uno schema energetico che indica come operano certe
forze, o influenze. Un archetipo può essere presentato sotto forma
animale, o dell’essere umano, un simulacro, un grafico, comunque il
rivestimento di un’idea, o di un “suono di potere”, “il linguaggio
delle stelle”, limitato dal rivestimento relativo umano, cioè
adattato, trasformato. Era abitudine per gli Americani del Nord e
Centro America, trattare lo straniero come il Grande Spirito sotto
altre spoglie. Era una filosofia simile a quella contenuta nelle
pagine della Bibbia e delle più grandi tradizioni orali e scritte.
Il “linguaggio delle stelle” era considerato un linguaggio cosmico
da alcuni sciamani d’un Archetipo, che nella tradizione orale degli
indiani Cherochee, racchiudeva il grande messaggio di una lontana
memoria dell’arrivo umano sul nostro Pianeta, circa 250.000 anni fa,
dalla stella Sirio della Costellazione delle Pleiadi, parola che in
lingua Cherochee, significa “Antenati”. Attraverso il “linguaggio
delle stelle” si dice che l’uomo non discende dalle scimmie, ma da
un “popolo delle Stelle”. L’Archetipo stellare opera nella memoria,
non corticale, ma più profonda della Mente inconscia, quella che
racchiude tutte le forze del passato nell’individuo, a livello di
cosmologia, in cui la Terra è denominata “Pianeta dei Bambini” che
può anche interpretarsi come il “Pianeta dei Figli delle Stelle”.