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Alimentazione in Naturopatia
Per quanto concerne l’alimentazione
in Naturopatia
leggiamo ciò che
Robert J. Bloomfield scrive: “Tutti i sistemi di medicina
contengono un elemento grande o piccolo di naturopatia. Il medico
che consiglia al paziente di smettere di bere o di fumare agisce
naturopaticamente; lo stesso fa il dentista che consiglia a una
madre di dare meno dolci al suo bambino. Una dieta strettamente
naturopatica esclude tutti i cibi lavorati e raffinati, come farina
bianca, riso bianco e zucchero bianco. In un mondo naturopatico
ideale anche tutti i cibi ricchi e concentrati, come burro, crema,
uova, formaggi grassi e grassi di origine animale sa-rebbero tabù.
La riforma della dieta è un fattore determinante in ogni cura
naturale”. (1984, p. 181). L’alimentazione
rappresenta sicuramente una delle cause principali
dell’intossicazione dell’organismo; l’accumulo delle tossine può
essere dovuto alla carenza di consumo di frutta e di verdura,
all’abuso di proteine animali, all’assunzione di bevande alcoliche,
all’ assunzione immotivata di farmaci, eccetera.
Nelle società
postindustriali, quindi anche in Italia, il luogo più a rischio per
la salute è la “tavola”; l’alimentazione rappresenta uno dei fattori
di rischio maggiori al mantenimento della salute. Malati ma
godutamene soddisfatti nel palato. La spesa per acquistare un libro,
iscriversi ad un corso d’insegnamento è spesso ponderata, misurata e
sovente rinviata; mentre i soldi spesi per mangiare sono sempre
considerati ben spesi.
I dati rilevati da una ricerca sulle
abitudini alimentari degli italiani condotta nel 2001 rilevano che
il 71,5% degli individui aderisce all’idea che i soldi spesi per
mangiare siano i meglio spesi. Altro dato interessante che emerge da
questa inchiesta, è che l’80,4% è consapevole che il gran numero di
malattie sia da imputare all’alimentazione sbagliata: insomma,
soddisfatti ma pentiti.
Per quanto concerne il
procedere igienistico
leggiamo: “La più drastica e potente riforma dietetica, benché
temporanea, è il
digiuno completo, che, sotto supervisione attenta,
viene spesso applicato ad alcuni pazienti negli istituti di cura
naturale. Anche un digiuno parziale viene a volte prescritto per
aiutare il corpo a liberarsi da accumuli di tossine. Nel corso di un
digiuno, solo acqua o succhi di frutta diluiti sono somministrati
per alcuni giorni, mentre il corpo inizia il processo di
eliminazione, ma una stretta supervisione è essenziale, perché il
digiuno può dar luogo a una serie di effetti traumatici sia sul
piano fisico sia su quello emozionale”. (Robert J. Bloomfield,
1984, p. 183).
Dal mangiare come maiali, al digiuno ad oltranza dei mistici, vi è
la via di mezzo, e questa deve perseguire il
naturopata.
Tratto da
"Naturopatia
e competenze del naturopata", 2003, Valerio Sanfo, Ed. Ananke
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